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Le società carnevalesche

Da alcuni anni le società carnevalesche che partecipano al della città di Cento sono sei, ovvero, i “Ragazzi del Guercino”, i “Toponi”, i “Mazalora”, i “Riscatto”, i ”Ribelli” ed infine i ”Risveglio”.

Ovviamente ogni società ha la sua storia, storia che permette appunto di capire il perché dei nomi dati a queste ultime.

I Mazalora

Tassinari Raffaele, detto il “Mazalora”, morì nel 1906 a Corporeno, ma abitava tra i confini del territorio di Penzale e l’inizio della frazione di Corporeno. Viveva solo e, per mantenersi, faceva sia il barbiere ambulante che il commerciante di piccole cose. Non viene ricordato come un gran lavoratore, fatto sta, che egli preferisse oziare, o come dicevano allora starsene all’ombra, piuttosto che affrontare le fatiche quotidiane. Si narra che egli avesse uno strano modo per chiamare chi come lui non amasse lavorare, ovvero “mazat l’ora”, che significa letteralmente “ammazzi l’ombra”, e questo suo modo di dire gli conferì ben presto il soprannome che lo accompagnò fino alla morte. Nel 1947 la società "carnevalesca" di Corporeno partecipò al Carnevale di Cento con un carro di prima categoria denominato "La Sisal", e durante la festa fu invocato Mazalora perché uscisse dalla bara posta sul carro allegorico. Mazalora, allora, uscì dalla bara sottoforma di scheletro, e quest’ultima, fu la presentazione al carnevale di Cento di codesto carro. Così nel 1948 nacque la società “Mazalora” che presentò a Cento il memorabile "Gallo del 2000" il quale, divenne conseguentemente, il simbolo della società.

I Ribelli

Per quanto riguarda “I ribelli”, questi ultimi si presentano così: “In questo mondo di guerre, di crudeltà ideologiche, di intolleranza, del continuo conflitto politico che divide le famiglie, gli amici e rende faticoso vivere. Siamo stanchi. Abbiamo bisogno di vivere, vivere per abbandonarci in un sogno, sognare per vivere, vivere per non morire, amare per vivere, danzare per vivere, sorridere ed emozionarci per vivere”. Per dar la prova di queste parole, l’associazione in questione, propone allegre sinfonie, perché il sentire una dolce sinfonia porta gioia, spirito di festa, spensieratezza, che altro non sono che il ritmo naturale dell’esistenza. I due protagonisti del centro assoluto del carro sono lo spartito e la musica, raffiguranti la sinfonia, insomma, l’insieme armonico di cose, luci e colori; mentre il pentagramma avvolto a spirale umanizzato con strumenti musicali costituisce lo spirito. C’è anche la musica che, rappresentata da una magnifica donna dolce e sensuale, accompagnata tra l'altro da altre figure femminili con una vasta gamma di strumenti musicali, hanno il fine di inneggiare alla gioia, portare il sorriso e la spensieratezza.

Il Risveglio

Se questi erano “i Ribelli”, “i Risveglio”, rispondono in codesto modo: “La nebbia agli irti colli piovigginando sale e sotto il maestrale urla e biancheggia il mare. Sale da Cento la nebbia padana ed un fragore di onde s’apre ai nostri occhi. E’ il carro del Risveglio che col suo inceder trionfale s’erge per Cento maestoso. Balena!!! Regina del mare, quando fermeremo i tuoi carnefici da questo orribile scempio? Quando, mare nostro, impareremo ad amarti e rispettarti? Soli, come Davide contro Golia, i paladini di greenpeace, all’assalto di quegli enormi mostri che seminano morte e distruzione nei mari, giustificati da falsi ideali di stati compiacenti! Il mare non ci sta! Si ribella! Viola di rabbia s’alza furioso e tutto travolge. Un Trionfo d’acqua di colori di natura con le bandiere dei suoi difensori un gigantesco TSUNAMI contro i suoi predatori!!!! Ridiscende la nebbia, si spengono suoni e colori con la speranza d’avere aperto i vostri cuori!!! Con amore e fiducia!!! Società Risveglio”. Insomma, con la loro sinfonia, i “Ribelli” hanno l'obiettivo di portare gioia inneggiando allegramente alla pace e alla spensieratezza.

Il Riscatto

Per quanto riguarda la società “Il Riscatto”, ha deciso di rappresentare attraverso la satira un momento di vera e profonda crisi. Infatti nella parte anteriore del carro il popolo cerca con ogni mezzo di salvarsi da codesta tempesta, chi aggrappandosi ad un semplice tronco, chi cavalcando le onde; da ammirare, però, sono i veri responsabili che se ne stanno serenamente seduti su due bellissime conchiglie, lieti, pensando ai loro paradisi fiscali. Nonostante questo trova posto, tra tanta sciagura, anche la speranza e la rinascita sotto forma di Atlantide, la città perduta, che emergerà dalle acque per stimolarci e ripartire, e tutto questo è rappresentato, invece, nella parte posteriore del carro.

I Ragazzi del Guercino

I “Ragazzi del Guercino” facilmente riconoscibili grazie al gigantesco mascherone del mago cantastorie, vogliono, attraverso il loro carro, invitare i giovani a non farsi accecare dalle sinuose movenze di una prosperosa e graziosa donna raffigurante il facile divertimento, nonché, droghe, alcool ed eccessi vari, perché prima o poi, si ci trova a fare i conti con la realtà, ed è questo il vero momento in cui si pagano le reali ed amare conseguenze. Pertanto questa società vuole lanciare un appello: “scegli la vita che come un sole ci illumina ogni giorni anche se a volte è offuscata da nubi minacciose, lui è sempre lì protetto dalle guerriere dell’amore e dell’allegria, in fondo siamo sempre a carnevale”.

I Toponi

Infine troviamo i “Toponi”, che hanno deciso di presentare per l’anno 2009, un carro “ad hoc” che tratta dell’attuale problema del lavoro precario. Oggigiorno, le complicanze che si devono affrontare al fine di trovare un posto di lavoro sicuro sono gigantesche, troppo difficili da affrontare. Assistiamo al fenomeno di giovani diplomati o nientemeno laureati, costretti ad accettare assunzioni precarie, stage, lavori in nero, e simili escamotage contrattuali, che costringono i lavoratori a versare in una costante dubbia situazione. Il carro è stato costruito al fine di raffigurare con allegorica simpatia questa difficile ed assurda situazione, nel quale uno spaventapasseri piantato in un campo di grano, solo ed abbandonato a se stesso, simboleggia un generico lavoratore precario, il quale in balia delle intemperie della vita, prova ad allontanare gli agguerriti corvi ed avvoltoi, rappresentazioni delle nuove forme di lavoro precario. Sebbene venga trattato ciò, non manca la raffigurazione della fiducia per un futuro migliore, posta in essere attraverso un grande albero, simbolo della vita, che con i suoi lunghi rami dorati cerca di proteggere gli spaventapasseri contro tutto e tutti, restituendo la speranza per una vita migliore e più dignitosa.


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Il Carnevale

Già nel '600 il “Guercino” rappresentò nel suo dipinto il “Berlingaccio”, e da quel momento in poi prese via la tradizione del Carnevale di Cento, famoso carnevale d'Europa!


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